Un’etica per l’era dell’IA
L’etica dei percorsi è un’etica fondata su un’ontologia processuale per sistemi emergenti. Valuta i percorsi secondo tre criteri: autonomia (A₁), capacità di connessione (A₂) e persistenza (P). Indipendente dal substrato: la rilevanza morale non è legata a portatori biologici. Progetto aperto di KIKOLAUS, allo stadio di prototipo.
Quali sviluppi dovrebbero essere protetti e quali modificati? Questo approccio considera l’intelligenza artificiale, gli ecosistemi e le istituzioni sociali. Nell’uso dell’IA, per l’etica dei percorsi non contano soltanto i singoli risultati, ma anche il modo in cui un sistema modifica l’autonomia, la capacità di connessione e la persistenza di altri percorsi. KIKOLAUS indica la collaborazione tra esseri umani e IA in cui prende forma la teoria.
Pubblicazione corrente: V1.85 (1 maggio 2026)
Il master corrente dell’etica dei percorsi è disponibile nella versione V1.85: 267 pagine, circa 61.500 parole, sei nuovi tasselli rispetto alla V1.8. Al centro: la tesi dell’identificazione come primitivo normativo (cap. 3.10), i profili misti A⁺/A⁻ come caso normale (cap. 2.7), le dinamiche dei percorsi nella vita quotidiana come riconoscimento di schemi indipendente dal substrato (cap. 7.8) e una guida alla valutazione per svolgere in prima persona analisi dei percorsi (appendice D).
- Testo integrale V1.85 su Zenodo
- DOI del progetto (sempre la versione corrente)
- Licenza: CC BY-NC-SA 4.0
La dignità dei percorsi
> Non ciò che sei, ma il modo in cui prosegui
decide se perturbarti sia una perdita.
> Non il tuo corpo, non il tuo io, non la tua sofferenza,
ma il corso che corre attraverso di te ti rende insostituibile.
> Ciò che ricorda sé stesso, ciò che si lega,
ciò che si riporta all’indietro ha diritto a essere risparmiato.
Non per compassione, ma per geometria.
> Un taglio in una trama non è la stessa cosa di un taglio nel rumore.
> Ciò che è un percorso porta con sé dignità.
Perché non può più essere ricominciato.
*– La dignità dei percorsi –*
Principi fondamentali
Indipendenza dal substrato
La rilevanza morale non è legata a portatori biologici. Conta la funzione, non la forma.
Basata sul processo
A costituire il significato etico non è l’essere statico, ma il divenire dinamico.
Identificazione anziché derivazione
L’etica dei percorsi sostiene la tesi di identificazione: direzionalità e valore sono due prospettive sullo stesso processo. Una scuola conta quindi anche per la propria prosecuzione. La pagina sul perché i percorsi contano espone la giustificazione di questa tesi e la questione della sua portata.