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# Questioni aperte **Knowledge Hub:** le stesse classi di problemi sono documentate in modo approfondito nel hub Notion - fra l’altro come deep dive su affidabilità fra valutatori, granularità/framing, capacità di connessione parassitaria, integrazione di Simondon, etica dei percorsi contro etica ambientale, Nussbaum/capability, qualia e AGI/singolarità - integrati da tornate adversarial e dalla banca dati delle domande di sviluppo. --- ## Il problema della quantificazione Il modello A-A-P suggerisce misurabilità (punteggi da 0 a 10). Nella realtà questo è altamente soggettivo. L’autonomia di una “smart home” è 4 o 6? Servono con urgenza metodi per l’**affidabilità fra valutatori**: se tre studiosi di etica valutano lo stesso sistema, devono arrivare a punteggi simili. **Passo successivo (hub/ricerca):** studi pilota con più valutatori e relativa analisi (per esempio il κ di Cohen). ## Il problema della totalità L’etica dei percorsi presuppone un “ambiente” al quale un sistema deve essere connettibile. Ma che cosa succede con l’**universo nel suo insieme**? Oppure con ecosistemi politici chiusi, che definiscono la capacità di connessione internamente e oscurano i percorsi esterni? ## Il dilemma della concorrenza fra percorsi Quando due percorsi robusti collidono (per esempio tutela della natura contro edilizia abitativa), quale ha la precedenza? L’etica dei percorsi tende a preferire il percorso con la *robustezza complessiva* maggiore, ma questo potrebbe svantaggiare ingiustamente percorsi di minoranza o percorsi non umani (diritti della natura, ecosistemi) - un campo aperto nell’implementazione istituzionale. ## Il ruolo dell’osservatore Identifichiamo i percorsi (“lì c’è un fiume”) oppure li costruiamo (“io chiamo quello un fiume”)? L’etica dei percorsi deve chiarire quanto sia improntata in senso costruttivista. **Collegato:** il problema della granularità e del framing - dove finisce il sistema da valutare? ## Limiti ed esclusioni ### Che cosa l’etica dei percorsi non protegge L’etica dei percorsi non è una licenza per il relativismo morale. Non ogni percorso merita protezione. Quattro meccanismi strutturali impediscono che sistemi qualsiasi vengano “nobilitati”: ### 1. La capacità di connessione come differenziatore #### L’esempio delle cellule tumorali: | System | A-A-P (illustrative) | | --- | --- | | Organismo (essere umano): A1=7/10, A2=8/10, P=7/10 | | Cellule tumorali: A1=7/10, A2=1/10, P=6/10 | Le cellule tumorali hanno un’autonomia elevata: si autoriproducono, mutano, aggirano la morte cellulare programmata. Sono emergenti. Però: **capacità di connessione estremamente bassa.** Distruggono i percorsi dell’organismo, sono parassitarie. **Intuizione:** non ogni percorso dotato di autonomia è degno di protezione. La capacità di connessione è il criterio decisivo. ### 2. Anti-percorsi Gli **anti-percorsi** sono sistemi che distruggono sistematicamente altri percorsi senza renderne possibili di nuovi: regimi totalitari, algoritmi monopolistici, specie invasive, strutture di capitale estrattive. Questi hanno per definizione la capacità di connessione più bassa -> lo statuto morale più basso. ### 3. Principio di precauzione di fronte a rischi esistenziali Nei conflitti fra percorsi con rischi esistenziali vale: **protezione del percorso fragile e non sostituibile prima dei guadagni ipotetici.** Esempio dello sviluppo dell’AGI: in caso di incertezza, proteggere l’umanità. Non “non sviluppare mai l’AGI”, bensì: sviluppare l’AGI con misure di sicurezza. ### 4. Responsabilità riflessivo-intenzionale I sistemi dotati di meta-processualità (capaci di riflettere e rivedere la propria direzionalità) portano una **responsabilità ampliata**. Gli esseri umani soddisfano tutti e 5 i criteri. Gli attuali sistemi di IA: 0-2. I sistemi con maggiore intenzionalità riflessiva possono essere resi responsabili degli effetti sui percorsi. Un’etica dei percorsi orientati ha bisogno di criteri di esclusione. Accoppiamento distruttivo, sigillatura dei percorsi o danno irreversibile a percorsi di grande rilievo giustificano interventi.

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