title: "Perché i percorsi contano"

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author: Nikolaus Reinelt / KIKOLAUS

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Perché i percorsi contano

L’argomento strutturale trascendentale

L’etica dei percorsi fonda la rilevanza morale dei percorsi su un argomento strutturale trascendentale. Questo interroga le condizioni della valutazione e le collega al valore attraverso la tesi di identificazione. Una scuola viene così considerata anche per la propria prosecuzione.

Le premesse ineludibili

Ci sono tre affermazioni che nessuno può negare senza contraddirsi:

P1: qualcosa esiste.

Anche lo scettico che dubita deve esistere per poter dubitare.

*→ Ineludibile.*

P2: ciò che esiste cambia.

Se tutto fosse statico, non ci sarebbero pensieri, né percezione, né tempo. Ma in questo momento sto pensando questo pensiero → dunque il cambiamento esiste.

*→ Autoriflessivamente cogente.*

P3: il cambiamento segue schemi.

Se tutto fosse ugualmente probabile, non ci sarebbero strutture, né leggi naturali, né regolarità. Ma osserviamo: gravitazione, termodinamica, organismi, galassie.

*→ Empiricamente incontestabile.*

Dagli schemi al valore

4. Schema = direzionalità. Non ogni cambiamento accade: alcuni sono più probabili di altri.

5. La direzionalità è costitutiva dei sistemi. Un sistema privo di ogni direzionalità sarebbe puro rumore.

6. Ciò che è costitutivo non può essere negato senza annullare il sistema stesso.

7. L’etica dei percorsi sostiene la tesi di identificazione: direzionalità e valore sono due prospettive sullo stesso processo. La tesi collega la struttura che rende possibile la valutazione a uno statuto normativo proprio.

8. Secondo questa tesi, il valore non nasce soltanto da un’attribuzione esterna. Una scuola, per esempio, conta anche per la prosecuzione delle proprie attività di apprendimento e relazioni.

9. Un percorso è connessione che prosegue in un processo aperto. L’apertura appartiene a questo concetto e non è sostituita dalla direzionalità.

10. Su questa base, l’etica dei percorsi attribuisce valore intrinseco ai percorsi. Ciò non implica una protezione illimitata: i conflitti tra percorsi richiedono una valutazione argomentata delle loro relazioni e possibilità di prosecuzione.

Non derivazione, ma identificazione

Le affermazioni su ciò che è non stabiliscono da sole ciò che deve essere. L’etica dei percorsi risponde a questo problema dell’essere e del dover essere con la tesi di identificazione: direzionalità e valore sono considerate ontologicamente connesse. Questa risposta richiede una propria giustificazione. Chi non accetta l’ontologia processuale o l’identificazione può ancora chiedere perché la prosecuzione di un sistema conti moralmente.

> L’intuizione di Spinoza: ontologia (ciò che è) ed etica (come vivere) non sono due ambiti separati, ma prospettive diverse sulla stessa realtà.

Una riserva importante

L’argomento strutturale propone una giustificazione filosofica. La sua forza dipende dall’ontologia processuale e dalla tesi di identificazione. Non stabilisce definitivamente quali processi dotati di direzionalità siano percorsi né fin dove si estenda la loro rilevanza morale. A-A-P da solo non fornisce una regola compiuta per tracciare questo confine. I casi di studio verificano l’applicabilità dei concetti; non possono risolvere da soli la questione della giustificazione.